Zanzibar, l’arcipelago delle spezie

E il viaggio continua…

Da Stone Town, con un’ora di volo su aerei da turismo, si può raggiungere l’isola di  Pemba,  nota anche come Al Kuh Dra (l'”isola verde”).  È un paradiso marino, con fondali popolati da pesci di barriera, mante giganti, cernie tropicali. Nella vicina isoletta di Misali tra agosto e settembre arrivano i capodogli per partorire.

521_dowh_pemba_zanzibar_racconti_di_viaggioLa maggior parte dell’isola, più collinosa e fertile di Zanzibar, è dominata da coltivazioni su piccola scala, mentre aree più estese sono dedicate a prodotti destinati alla esportazione quali il già nominato chiodo di garofano; il canale di Pemba, che separa l’isola dal continente, è una delle aree più pescose dell’intera Africa, rinomato soprattutto per l’abbondanza di marlin e pescespada.

I giorni che passerò qui saranno dedicati esclusivamente alla natura, che qui è realmente incontaminata e talmente varia da soddisfare ogni aspettativa. Già all’arrivo all’aeroporto di Chake Chake si respira aria di autentica avventura… nessun pullman gran turismo ad attenderci, solo qualche scassatissimo pick-up. E’ perfetto così, mi dico. Il tragitto per raggiungere il nord dell’isola è abbastanza impegnativo, le strade non sono esattamente confortevoli ed un paio di volte dovremo fermarci per spostare, a forza, mucche testarde decise a non lasciare la loro posizione al centro della carreggiata.

Il panorama ci assorbirà completamente; non è “piatto” come Unguja, piuttosto è dolcemente ondulato ed alla luce dell’ormai prossimo tramonto il verde, gli arbusti e gli alberi si colorano di tonalità calde e suggestive. E’ con gli occhi estasiati che attraversiamo la Ngezi Forest, proclamata riserva naturale dal governo della Tanzania; una delle ultime zone di foresta originaria dell’isola sfuggite alla deforestazione per scopi agricoli.
522_vervet_monkey_pemba_zanzibar_racconti_di_viaggioIn questo paradiso lussureggiante si trovano specie animali e vegetali unici al mondo e molte specie di mammiferi minacciati, come il Vervet Monkey (o Cercopiteco verde), il Blu Duiker (una piccola antilope africana) ed il “flying fox”, un particolare pipistrello non presente in nessun altra zona dell’Africa.

L’isola è un centro di medicina tradizionale e di magia nera. Gli africani vengono addirittura dallo Zaire per incontrare gli stregoni waganga e farsi prescrivere cure; alcune fonti riportano che i waganga siano stati occasionalmente visitati anche da stregoni venuti da Haiti per imparare i segreti dei maestri di Pemba. Chiederemo se sia possibile conoscere uno stregone od assistere ad un rituale di magia ma riceveremo solo dinieghi… ed a ben pensarci è giusto così, ad evitare il più che verosimile rischio che questa tradizione, per quanto opinabile, possa trasformarsi in un artificiale richiamo turistico.

D’obbligo una visita al faro situato a nord dell’isola, che affronterò nonostante i miei problemi di vertigini confidando nella autenticità di quanto ci viene prospettato; una immagine da conservare per sempre di quest’isola. Una claustrofobia scala in ferro arrugginita per raggiungere, a circa 40 metri di altezza, il terrazzino di osservazione. Il cielo è limpido e la vista è davvero straordinaria: possiamo vedere l’isola in tutta la sua larghezza, l’incantevole spiaggia di Vumawimbi ed i sanbank di sabbia bianca purissima che emergono dall’azzurro del mare pare ti chiedano di andare a visitarli.

523_mafia_island_clown_fish_racconti_di_viaggioL’emozione è palpabile, siamo tutti uniti nello stesso pensiero: questo paradiso, fatto di natura, di sapori, di odori e di emozioni, sarà inesorabilmente destinato a tramutarsi in un altro artificioso parco divertimenti, come la sorella Unguia?

E’ comunque il momento di cambiare il nostro atteggiamento ed il nostro equipaggiamento; gli ultimi giorni li trascorreremo sull’isola di Mafia dedicandoci completamente al mare ed alle sue meraviglie quindi… bombole in spalla!

Mafia (o Chole Samba) si trova davanti all’estremità meridionale delle coste della Tanzania, non lontano dal confine Somalo. Pur facendo parte, per ragioni storiche, del gruppo delle isole delle Spezie è in realtà distaccata dal gruppo dell’arcipelago di Zanzibar.

Mafia è in realtà un arcipelago, ma le altre isole minori sono in realtà poco più che isolotti, se si esclude quelle della zona di Chole Bay. Mafia si trova davanti alla foce del fiume Rufiji che forma un delta spettacolare lungo le coste meridionali della Tanzania.
Il periodo migliore per visitare Mafia corrisponde ai due monsoni secchi, cioè i periodi più siccitosi dell’anno compresi tra i mesi di gennaio e Marzo e il periodo secco più lungo tra giugno e settembre.

524_squalo_balena_mafia_island_racconti_di_viaggioUna delle zone più spettacolari da visitare è la porzione sud-orientale dell’isola, dove si trovano l’isola di Chole e l’isola di Jibondo che si trova a circa un ora di barca da Utende, poco più di mezzora da Chole Island. Qui le coste sono orlate da una splendida barriera corallina e foreste di mangrovie. E’ un’area dove poter fare bellissime immersioni subacquee ed alcuni reef sono celebri tra gli appassionati di immersioni. Le nostre aspettative di incontrare il re, lo squalo balena, tanto enorme quanto innocuo, tanto maestoso quanto docile e disponibile, così poco o per nulla infastidito dal nostro entusiasmo e dai nostri innumerevoli tuffi per riprenderlo con macchine fotografiche e videocamere, saranno più volte soddisfatte.

Non mancheranno altri innumerevoli ed esaltanti  avvistamenti, grandi e piccoli, ma i raggi di sole che filtrano nell’acqua ed esaltano le sue forme, gli psichedelici disegni della sua livrea … Le grida di gioia incontenibile a pelo d’acqua risuonano ancora nelle mie orecchie, una leggera ma incontrollabile emozione si diffonde ancora dentro di me, testimone di uno dei viaggi più completi e meglio vissuti tra quelli che ho avuto la fortuna di fare sino ad ora.

Allontanarsi da questo paradiso verso la realtà quotidiana è quanto mai penoso, tutti i sensi rimarranno pervasi per tanto tempo dalle meraviglie di cui hanno goduto ed ancora oggi, odorando il profumo di cannella e chiodi di garofano, chiudendo gli occhi un poco mi commuovo…

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