Tunisia, Djerba, desertoDesideravamo intraprendere un viaggio all’insegna di mare, sole e relax.

Per questo abbiamo deciso di trascorrere la nostra vacanza a Djerba.

Al nostro arrivo siamo rimasti incantati dall’atmosfera da Mille e una Notte che ci ha accolto: Djerba, coperta di alberi e fiori, è come un’oasi: palme da dattero e ulivi vecchi di 3.000 anni.

La costa è lambita da acque cristalline, sfiorate da leggere brezze.

Nell’entroterra alberi di albicocchi, fichi, limoni, mandarini, uva, arance e melograni.

Le case bianchissime sembrano gioielli luccicanti gettati con noncuranza su un tappeto di velluto verde. Proprio così la Tunisia ci ha dato il suo più caldo benvenuto.

Quest’isola da sogno, collegata al continente da un ponte romano a sud-est e da un servizio di traghetto a sud-ovest, mantiene intatto il folklore più autentico.

Trascorrendo alcune giornate in pieno relax sulla spiaggia abbiamo capito che Djerba, “la dolce”, rappresentava solo un punto di partenza in questa grande avventura.

Abbiamo quindi deciso di addentrarci nell’entroterra e scoprire l’atmosfera che attraversa questi luoghi, e già al primo sguardo ci aveva rapiti.

Prima tappa Nefta.

TunisiaUn tappeto verde si staglia su di un infuocato ed arido altopiano eroso dalla sabbia.

Qui abbiamo immaginato e capito perfettamente la gioia dei carovanieri del Sahara quando dopo giorni di duro deserto riuscivano a intravederla, all’orizzonte.

Infatti, qui, centinaia di migliaia di palme e alberi da frutto prosperano grazie alla presenza di numerosissime sorgenti che la rendono una delle oasi più importanti di tutta la Tunisia.

Nefta, inaspettatamente è anche una meta spirituale.

Secondo luogo sacro più importante della Tunisia, nel Medioevo divenne uno tra i luoghi di origine del Sufismo, ed è considerata il centro spirituale della regione del Bled el Djerid, grazie alla presenza di ventiquattro moschee ed anche molti marabutti che sono qui venerati.

Lungo la sponda orientale si trova una parte più moderna mentre il villaggio antico, con il souk, si trova nella parte sud-occidentale.

Verso sera, abbiamo passeggiato nella città vecchia e abbiamo visitato il Mausoleo di Sidi Bou Alì, che si trova nella parte centrale dell’oasi.

Da qui, la sera abbiamo passeggiato lungo i sentieri, alla scoperta delle innumerevoli sorgenti, fino ad arrivare nella parte più settentrionale de la Corbeille da dove abbiamo goduto di una vista mozzafiato dell’oasi.

Il giorno seguente abbiamo toccato l’oasi di Tozeur, città alle porte del Sahara.

Matmata, Douz, TunisiaQui non ci sono dune, ma un paesaggio desertico che si spalanca, in lontananza, sullo Sciott El-Jerid.

Il palmeto di Tozeur è sicuramente il più bello della Tunisia.

Oltre alle bellezze naturali, che qui non hanno mancato di stupirci, abbiamo visitato il Planet Oasis.

Questo recentissimo centro culturale accoglie una grandissima tenda berbera in cui sono organizzati banchetti tradizionali e molte gallerie.

Qui sono esposte le opere di artisti contemporanei. Così serviti da te e caffè, illuminati da lampade in vetro soffiato, circondati da ceramiche e quadri ci siamo goduti un po’ l’atmosfera artistica del luogo.

Passeggiando sui nostri cammelli nei vari luoghi di quest’oasi stupenda, come il vecchio quartiere di Ouled-el-Hadef, la terrazza panoramica, i giardini del Paradis, lo zoo del Paradis, il palmeto abbiamo assaporato quell’atmosfera tanto misteriosa che avvolge questi luoghi.

La nostra domanda è sempre stata: come hanno fatto a svilupparsi nell’aridità del deserto questi luoghi da favola? Infatti, mentre ci addentravamo sui nostri cammelli nel deserto, non potevamo far altro che notare quanto questo luogo sia inospitale per l’uomo, per il caldo opprimente e la sabbia così sottile che entra dappertutto.

Tutti ci avevano detto che la Tunisia ospitava un luogo fuori dal tempo e che non visitarlo sarebbe stata una follia: questo luogo si chiama Matmata.

Tunisia FatmataQui, i berberi occupano ancora dei villaggi costruiti a fianco delle alture, vivono in dimore sotterranee o scavate nelle valli.

E qui compie un miracolo nella fusione tra uomo e natura: alture coniche sono profondamente tagliate e separate da fosse molto strette dove riescono a crescere con difficoltà fichi e olivi, orzo ed alcune misere palme.

Questa popolazione laboriosa vive in villaggi, dove le abitazioni sono nascoste sotto crateri che creano un vero e proprio paesaggio lunare.

Si può parlare di veri e propri villaggi invisibili, formati da molteplici abitazioni troglodite, scavate nel sottosuolo.

Attraverso una galleria abbiamo avuto accesso ad una specie di pozzo, un corridoio circolare che tronca la sommità di una collina, attorno alla quale sono scavate le abitazioni ed i ripostigli.

Da qui siamo usciti su un cortile rotondo. Nelle pareti argillose del patio sono scavate in modo grossolano delle nicchie che formano degli spazi abitativi e dei ripostigli per le provviste ed anche delle sale di uso comune.

Le varie nicchie sono climatizzate naturalmente, fresche d’estate, quando la temperatura supera i 40° e temperate d’inverno e così gli abitanti vivono a lungo e in buona salute. Alla fine di questo tour della Tunisia siamo convinti che i paesaggi desertici di questa meta turistica che si apre sul Sahara meritino davvero di essere visitati, come angoli di paradiso, come un eden nascosto in mezzo alla calura infernale del deserto.

 

camera-verde foto dall’isola di Djerba

Per approfondire…guide turistiche, libri e film

 

guida_tunisia

Tunisia (Guide EDT/Lonely Planet)

 

 

 

 

 

 

 

le_mille_e_una_notte

LE MILLE E UNA NOTTE ediz. integrale (Grandi tascabili Economici I Mammut)

Popolare raccolta di novelle orientali composta da differenti autori

La narrazione prende spunto dalle vicende del Sultano Shahriyàr che, in seguito al tradimento della prima moglie, decide di far uccidere le spose con le quali ha trascorso una sola notte.

La giovane figlia del visir decide di mettere fine allo sterminio concedendosi come sposa al sultano; riesce a salvare se stessa e altre giovani donne da una morte annunciata grazie alla sua intelligenza: racconta infatti al Sultano una serie di meravigliose storie che lo lasciano incantato e stregato.

 

il_canto_delle_spose

Il canto delle spose

Francia – Tunisia 2008, un film di Karin Albou

Tunisia, anni Quaranta: Nour e Miriam sono due giovani ragazze che vivono in un umile quartiere, la prima è di religione musulmana la seconda è invece un’ebrea.

Il Paese è invaso dai tedeschi e la guerra condizionerà le vite delle due giovani protagoniste.

Cast: Lizzie Brocheré, Olympe Borval, Najib Oudghiri, Simon Abkarian, Karin Albou

 

 

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