Ad Halloween? In Transilvania!

Un’idea per una meta particolare in cui trascorrere l’imminente ponte di Ognissanti? Va da sè… la Transilvania!

901_Transilvania_Castello_di_Dracula_Racconti_di_ViaggioLa Transilvania è una regione storica che costituisce la parte occidentale e centrale dell’odierna Romania, la più sviluppata dal punto di vista economico.

Transilvania è un’espressione latina che significa “oltre la foresta” (“trans” = oltre e “silva” = foresta). Il primo documento in cui fu usato il termine Ultra Silvam, cioè “oltre la foresta”, riferendosi a quest’area risale al 1075. Il termine “Partes Transsylvanæ” (“zone oltre la foresta”) risale allo stesso. Anche il nome ungherese della Transilvania, Erdély, significa esattamente “oltre la foresta”. I due nomi sono quindi la semplice traduzione uno dell’altro.

La Transilvania è una spettacolare regione ai piedi dei Carpazi ricca di fortezze medievali e di boschi. Nella sua storia la Transilvania è stata abitata anche da Magiari, Tedeschi, Ebrei che hanno lasciato una forte eredità architettonica, culturale e gastronomica. La lingua ufficiale è ovviamente il rumeno, ma i cittadini del posto, data l’ammirazione per le nazioni dell’ Europa oltre il Danubio, capiscono bene l’italiano, l’inglese ed il tedesco e la comunicazione sarà quanto mai semplice.

904_Transilvania_Castello_di_Dracula_Racconti_di_ViaggioSin dal Duecento i coloni sassoni hanno fortificato le loro città, conosciute con il nome di “Siebenburgen“: Brasov, Sibiu, Sighisoara, Cluj Napoca, Bistrita, Sebes e Medias. Per secoli le mura, le torri e le chiese fortificate di queste città, hanno protetto gli abitanti dalle invasioni dell’impero ottomano e oggi sono ancora ben conservate.

Tra i tanti castelli medievali nascosti tra le montagne e i boschi della Transilvania, il più famoso è sicuramente il Castello di Dracula, misterioso e suggestivo, dalle alte torri e dalle mura bianche, che domina il villaggio di Bren; dimora del Conte Vlad Tepes, più comunemente Conte Dracula, a circa 30 chilometri dalla città di Brasov.

Avvicinandosi al castello che è la maggiore attrazione turistica del paese non si incontra nessun riferimento al conte pipistrello di Bram Stoker. Né un bar, né un hotel né un ristorante, neppure una bancarella di cianfrusaglie, approfitta di un nome – quello dei vampiri – di sicuro richiamo turistico.

Il conte Vlad in realtà non occupò mai il maniero medievale costruito dai cavalieri teutonici a difesa dei valichi tra la Valacchia e la Transilvania, ma non è uno scrupolo storico-filologico a impedire lo sfruttamento commerciale di questa storia internazionalmente nota.
La ragione è più profonda. Il conte Dracula è un mito romantico e occidentale estraneo alla Romania, che preferisce celebrare Vlad l’Impalatore come eroe della resistenza nazionale contro la minaccia turca. La leggenda del vampiro diverte i rumeni, che tuttavia associano il nome di Vlad più volentieri alle gesta del condottiero che dette filo da torcere al turco che alla sua trasfigurazione letteraria.

903_Transilvania_Sighisoara_Raconti_di_ViaggioVlad Tepes, principe di Valacchia, è conosciuto come Dracula poichè figlio di Vlad II soprannominato Vlad Dracul. Il soprannome Dracul è dovuto a un gioco di parole: nel XV secolo Vlad II coniò delle monete con l’emblema di un drago e il popolo, credendo in un patto con il diavolo, ha iniziato a chiamarlo Vlad Dracul (Vlad il Diavolo) invece di Vlad Dragonul (Vlad il Drago). Successivamente, con la traduzione in altre lingue la parola “dracul” fu associata alla parola “vampiro”.

Nel 1457 Dracula dichiarò guerra al monarca della Transilvana e invase la città di Brasov impalando nobili e cittadini. Qualche anno più tardi la Valacchia non riusci a difendersi dall’avanzata dei turchi e Dracula fu costretto a fuggire nel castello di Arges.

Oggigiorno, la residenza è una casa museo dei reali di Romania che vi soggiornarono a lungo a partire dal 1920.

La struttura, costruita su uno sperone roccioso a guardia dei valichi montani della Transilvania, circondata dai boschi e da un piacevole parco, è più interessante dall’esterno che dall’interno. Alle stanze, piuttosto rustiche, si accede lungo stretti corridoi e camminamenti che l’affollamento nei periodi di maggior affluenza rende ancor più sgradevoli.
A suo modo, il simbolo di un paese dalle vicenda tormentate.

902_Transilvania_Brasov_Racconti_di_ViaggioIn Transilvania inoltre si trovano numerosi paesi come Viscri, Prejmer e Biertan con chiese fortificate dichiarati Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco.

La loro visita è il perfetto completamento di un viaggio in Transilvania, che risulterà una full immersion in una natura sana e rigogliosa e nelle tradizioni più affascinanti dei paesi dell’Est.

Infine, per gli amanti della natura e delle escursioni, il Parco Nazionale Retezat, al confine tra la Transilvania e l’Oltenia, sarà un’ottima occasione per ammirare alcune specie animali protette, tra i quali l’orso bruno e i pipistrelli… gli unici lontani “parenti” dei vampiri che potrete vedere in questo piacevole viaggio!

Manuela Lamanu Manzotti

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