Tour della Micronesia: Carp Isalnd e Yap Island, al cospetto di una natura inviolata

La nostra avventura è cominciata da Milano, dove abbiamo preso il volo che ci ha condotto a Manila, capitale delle Filippine. Il nostro arrivo è stato allietato da una signora del luogo che parlando italiano si è gentilmente offerta di farci da guida in questa bellissima città.

La nostra simpatica guida ci ha permesso di visitare Manila in tempi record.

Infatti, avevamo a disposizione solo una giornata prima di iniziare il nostro tour della Micronesia.

Il nostro impatto con Manila è stato sorprendente.

Ciò che ci ha colpito subito è stato la vivacità di questo centro in cui accanto all’architettura moderna spiccano grandi parchi e palazzi che testimoniano la storia coloniale di questi luoghi.

Infatti, negli ultimi anni la crescita demografica ha assunto ritmi incalzanti ed è davvero curioso scendere per le vie di questa città e assaporarne l’atmosfera suggestiva.

Purtroppo le tempistiche di viaggio non sono state clementi ma abbiamo comunque potuto pregustare questa città che sarà sicuramente meta dei nostri prossimi viaggi.

Il nostro viaggio in Micronesia ci ha portati a Koror, capitale di Palau, dove abbiamo soggiornato una notte… e poi via verso Carp Island, isola situata una quarantina di minuti da Koror.

Non bastavano le acque cristalline, il sole che riscalda tutto l’anno e la maestosa vegetazione: Carp Island è un’isola a stella marina immersa nel blu dell’Oceano Pacifico.

Quando l’abbiamo intravista siamo rimasti a bocca aperta.

Considerando la nostra passione per le immersioni aveva particolare significato che le acque che circondano questa stella immersa nel blu ospitino 130 diverse specie di pescecani a rischio estinzione. Quest’isoletta con la bassa marea diventa una distesa infinita.

Inoltrandoci nell’isola, abbiamo scoperto che protetto da una folta vegetazione c’è un laghetto molto particolare.

Qui, le radici delle mangrovie creano una sorta di trappola con grossi spuntoni che sbucano dal fondo del laghetto.

In questa zona, le nostre immersioni sono state spettacolari perché la visibilità è ottima e le specie marine sono padrone indisturbate delle acque: abbiamo visto squali grigi a Blue Corner e mante a German Channel.

Ma la nostra sorpresa più grande sono stati due Nautilus, che in pochi secondi, si sono immersi a profondità impossibili per noi subacquei ma che siamo comunque riusciti ad immortalare.

Eravamo alloggiati in un resort molto tranquillo con pochi chalet e giardino molto curato.

L’ambiente era molto familiare e così la sera ci si ritrovava per i racconti della giornata al bar sulla spiaggia dove Daniel, un gentile tuttofare, preparava ottimi cocktail.

Abbiamo stretto amicizia con giapponesi, tedeschi, francesi, italiani con l’occasione di condividere gli avvistamenti della giornata.

Un’altra attività spettacolare della nostra visita è stata lo snorkeling al Jelly Fish Lake, un lago di acqua dolce che ospita milioni di meduse che hanno perso il loro potere urticante e nuotano risalendo dalla prmicronesia_carp_island_jelly_fish_lake_meduse_racconti_viaggio_francesco_cantonofondità del lago verso la superficie cercando la luce del sole.

E lo spettacolo è stato anche quello che abbiamo visto prima di arrivare in questo luogo.

Infatti, per arrivare al lago dal mare si attraversa una fitta foresta, salendo una collina e poi scendendo fino alla riva del lago.

Il nostro arrivo al lago ci ha lasciato senza parole: la vegetazione impenetrabile che lo circonda inonda gli occhi di una natura inviolata.

 

Purtroppo è finita anche la nostra tappa a Carp Island e da qui abbiamo preso l’aereo  in direzione Yap Island.

Per noi Yap è stata davvero un’isola magica.

Appena arrivati, questa è stata la visione che abbiamo avuto: una serie di scogli, uniti tra loro da una foresta di mangrovie fittissime segnata da un labirinto di canali interrotto solo di tanto in tanto da una spiaggia di sabbia bianchissima, ombreggiata da palme.

Tutto intorno la laguna.

Acque basse e tranquille, dove le onde s’infrangono sulla barriera corallina.

Abbiamo girato Yap in macchina e ci siamo goduti delle meravigliose immersioni.

All’appuntamento con le grandi mante siamo rimasti sorpresi nel vedere ciò che la natura ci ha riservato: sembrava che in alcuni punti le mante fossero riunite in attesa di un appuntamento.

Ma perché proprio in alcuni punti? Abbiamo scoperto che proprio nelle aree dove si riuniscono ci sono grandi quantità di pesci pulitori pronti a liberarle dai parassiti.

Resta da capire la magia che porta questi giganti a sapere che, proprio lì, li aspettano minuscoli pesciolini e quali rotte invisibili seguano per arrivare qui da ogni parte del Pacifico.

Questo è quello che abbiamo pensato mentre eravamo immobili di fronte allo spettacolo di cinque o sei mante che per più di una decina di minuti nuotavano intorno a noi incuranti della nostra presenza. Terminate le favolose immersioni abbiamo avuto tempo per percorrere la Stone Money Bank Street dove antiche monete di pietra sono posizionate lungo la strada.

Durante la nostra permanenza a Yap abbiamo soggiornato al Manta Ray.

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Il soggiorno qui è stato davvero piacevole anche per l’atmosfera: serate trascorse sul galeone ancorato alla baia di fronte all’hotel dove scorreva birra fresca a fiumi e dove abbiamo gustato dell’ottimo pesce e anche i granchi delle mangrovie.

Il nostro tour in Micronesia ci ha consentito di trascorrere un periodo di vacanza eccezionale e prenderci un break dalla logorante vita moderna.

Qui madre natura è la padrona di casa: il mare ha offerto a noi appassionati degli scenari unici da ogni prospettiva.

Sia distesi sulla spiaggia, sia immersi nelle profondità dell’Oceano abbiamo assaporato un’atmosfera incontaminata e magica.

 

 

foto dalla Micronesia

http://www.francescocanton.it/destinazioni/nggallery/galleries/micronesia-carp-island-2007

 

Per approfondire…guide turistiche, libri e film

guida_asia_viaggi_e_salute

Asia Viaggi e salute (Lonely Planet)

 

 

 

 

 

 

 

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L’ISOLA DEI SENZA COLORE –L’ISOLA DELLE CICADINE, di Oliver Sacks (Gli Adelphi)

Cronache del viaggio scientifico in Micronesia del celebre neuropsicologo americano.

Sacks indaga sulla nota distintiva di questi luoghi: in queste isole infatti parte della popolazione soffre di acromatopsia, una forma di cecità cromatica completa ed ereditaria che obbliga chi ne è colpito a vivere al riparo dalla luce… in un luogo che è proprio il paradiso dei colori.

L’opera combina i generi dello scritto scientifico, del racconto naturalistico e del resoconto di viaggio.

 

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The Pacific

USA 2010, miniserie televisiva di genere bellico prodotta da Steven Spielberg e Tom Hanks.

La descrizione di una fase della Seconda Guerra Mondiale poco conosciuta: la Guerra del Pacifico.

The Pacific è una pietra miliare per la televisione, è l’esempio di quanto il piccolo schermo (ancora di più con l’HD) sia ormai a un passo dal conquistare il territorio del grande cinema, a livello produttivo, di storytelling e di regia” – Mattia Nicoletti

 

 

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