Un capodanno innevato sull’isola di Capraia

Poco tempo fa parlavo con un amico che mi chiedeva informazioni su Capraia per qualche giorno di vacanza e di immersioni, ed ho ricordato la mia ultima (solo per ordine cronologico, perché prima o poi ci tornerò) visita a questa isoletta deliziosa, in occasione di un capodanno di molti anni orsono.

600_Capraia_Cala_della_Mortola_Racconti_di_viaggioL’isola di Capraia, tanto piccola quanto forte, tanto dolce quanto ruvida, è situata nel  Canale di Corsica, il braccio di mare al confine tra Mar Ligure e Mar Tirreno, ed è un’isola di origine vulcanica, la terza per grandezza dell’Arcipelago Toscano dopo l’Elba ed il Giglio.

È l’isola dell’arcipelago più lontana dalla terra ferma trovandosi più vicina alla costa orientale della Corsica piuttosto che alla costa toscana, rispetto alla quale sorge a ovest del Golfo di Baratti (Piombino).

È un’isola di origine vulcanica, con un cono di eruzione ancora oggi ben visibile per metà nella tipica Cala Rossa, indubbiamente una delle cale più particolari dell’Arcipelago.

Presenta coste alte e rocciose, senza spiagge (a volte nella stupenda Cala della Mortola  si forma una piccola spiaggia di sabbia) ed un piccolo bacino lacustre (denominato Stagnone) nell’area più interna montuosa, con cime lungo una catena centrale con vette di oltre 400 metri.

La costa è rocciosa e spesso inaccessibile via terra per la mancanza di strade; vi si aprono grotte e insenature, con guglie di roccia dovute all’erosione dell’acqua.

Attualmente fa parte del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano. La vegetazione è ricchissima e presenta alcune specie endemiche rarissime. Tra queste spiccano le tre specie dell’isolotto della Peraiola, distante solo pochi metri dall’isola principale, ma sufficienti per isolare alcune specie che si sono evolute diversamente dall’isola vicina. Sul versante ovest dell’isola in corrispondenza della Punta del Dattero, su una parete ripidissima, vive anche il «fossile vivente» della Palma Nana, risalente a quando tutta l’Europa era coperta da specie oggi presenti solo molto più a sud.

601_Capraia_porto_Racconti_di_ViaggioL’Isola di Capraia è composta da un unico, intimo e delizioso, piccolo centro abitato composto da un porto turistico e da un paese che si situa sul promontorio soprastante. Il Centro abitato originario si trovava in località “Il Piano”, all’interno dell’isola, ma fu trasferito nella sede attuale già attorno all’anno mille. La ricostruzione del paese e del porto dopo la seconda guerra mondiale e l’abbandono che ne conseguì da parte degli abitanti risale agli anni ’60, quando i primi “avventurosi” iniziarono a ricostruire i ruderi presenti per farne abitazioni private. Il centro abitato si presenta piacevole e ben tenuto, caratteristico per i suoi vicoli e le sue stradine digradanti dal Forte San Giorgio fino al faro di Punta Ferraione sulle quali si affacciano curati appartamenti e negozi.

Il porto è sede di una piccola marina che lo rende allegro e vivace durante i mesi estivi ed è collegato al paese soprastante da una strada provinciale transitabile lunga 800 metri e da una strada panoramica di origine napoleonica percorribile solo a piedi.

Proprio sul porto si affacciava l’appartamentino che avevamo affittato per quella settimana, davvero delizioso; arredato con mobili da barca, aveva due grandi finestre ed una porta a vetri affacciate sul mare mentre quelle sul retro guardavano un piccolo boschetto pieno di vita e di gatti allegri e appena un po’ troppo vivaci, durante la notte…!

Di fronte alla porta a vetri era bello, la sera, posizionare il divano e contemplare il mare mentre si commentavano le immersioni della giornata, con un bicchiere di Aleatico dell’Elba.

602_Capraia_Forte_San_Giorgio_Racconti_di_ViaggioIl Porto di Capraia si adagia lungo la sua banchina, dal molo di attracco del traghetto fino alla deliziosa chiesa dell’Assunta. Centro delle attività marine durante la stagione estiva, da qui si parte per le escursioni attorno all’Isola o in Corsica, qua ci si trova per noleggiare un gommone, per fare diving o per farsi portare con un barca-taxi in una delle calette dell’isola per un bagno.

La Torre del Porto, di epoca genovese ed oggi sede di mostre ed iniziative culturali, fa da sponda sul lato della baia del porto stesso. Piazza Milano è il centro nevralgico della viabilità. Da qui si parte per le camminate all’interno dell’isola, per alcune calette raggiungibili a piedi e nelle varie stradine che ci portano all’interno del piccolo paese, ricordo sempre per accoglienza e simpatia.

Il diving di Capraia è storico, con qualche passaggio di mano ma sempre affidato a persone capaci ed affezionate in modo genitoriale all’isola ed alle sue belle immersioni, alcune delle quali sono rimaste nei miei ricordi sopra le altre:

Le Formiche, una bella secca davanti alla punta settentrionale dell’isola; il versante esterno, con una parete che degrada sino a 50 metri, è costantemente in corrente e regala sempre incontri con barracuda e tonni.

La Secca del Turco, un panettone di roccia che s’innalza, poco prima di giungere alla Cala Rossa, da un fondale di 50 mt fino a mt 27. Spugne enormi, spirografi e tunicati ne tappezzano le pareti e, a circa 50 mt dalla secca, si trova una parete che scorre sino alla punta del Turco e che presenta numerose tane, tutte da osservare attentamente, dove vivono numerose murene e cernie.

603_Capraia_neve_dicembre_racconti_di_viaggioInfine, ma prima tra tutte, la Secca dell’Aereo a circa 500 mt dal porto: un cappello a 26mt scende sino a mt 45 dove giace il relitto di un ricognitore tedesco della seconda guerra mondiale. Io ho una vera passione per i relitti, quattro pezzi di ferro bastano per emozionarmi ma questo relitto, grazie anche alla visibilità eccezionale, è realmente interessante. Lungo il percorso si  trovano poi numerose tane che ospitano murene e gronghi e l’incontro con un enorme cernia bruna è praticamente certo… risalendo, enormi pinne nobilis tra la posidonia sono come un saluto a chi se ne sta andando. Prima tra tutte nei miei ricordi, ho detto, non solo per quanto interessante e divertente ma anche soprattutto perché a fine immersione, uscendo dall’acqua, trovammo la neve ad aspettarci… una nevicata fitta fitta stava ammantando l’isola e si era già fissata sulla barca… una immagine davvero indimenticabile!

Quella sera festeggiammo la fine dell’anno in riva al mare, ospiti di un’isoletta tutta bianca!

 

Uff. Stampa
Se questo articolo ti è piaciuto condividilo ...
potrebbe interessarti anche
Gen 5, 2018
Eccoci! Siamo ritornati e siamo pronti per un nuovo viaggio per conoscere un nuovo Paese dove passeremo un po’ di tempo lontani dal rigido inverno e fes ...
Mag 11, 2017
Accogliamo con piacere l’invito a promuovere questa interessante iniziativa che la nostra amica e Consigliera del Comune di Due Carrare Alice Carpanese ...
Ott 6, 2015
Quando l'arte si fa viaggio I più ne parlano come di un Park Güell d’Italia, ma, per quanto la stessa Niki de Saint Phalle abbia dichiarato di esse ...

lascia il tuo commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Non vogliamo spam nel nostro blog. Il tuo commento verrà controllato dalla redazione.