ice lagoon islanda Un viaggio in Islanda era il sogno che rincorrevamo da una vita; dopo avere visitato i luoghi più affascinanti della terra ed esserci immersi nei mari più belli del mondo non potevamo non assecondare quel desiderio ancestrale e istintivo di abbandonasi alla magia delle “terre selvagge”.

Abbiamo studiato a lungo l’itinerario – molto ricco perché i luoghi da visitare sono davvero numerosi – in modo da sfruttare al massimo i 15 giorni che avevamo preventivato di trascorrere in Islanda; abbiamo optato per la soluzione del FlyandDrive noleggiando una jeep 4×4 e fissato le varie tappe lungo tutto il periplo dell’isola con i relativi hotel per il pernottamento.

L’Islanda – nella lingua locale Lýðveldið Ísland – ad esclusione dei cosiddetti microstati, è il Paese europeo meno popolato e il suo paesaggio è il risultato del lungo lavoro della natura fatto di continue ed energiche attività vulcaniche e geotermiche.

Dal punto di vista paesaggistico, si presenta come un’eccezionale susseguirsi di vulcani e ghiacciai, gayser, laghi con iceberg, cascate e acque termali, tutto fuso in un “caos ordinato” di forme e colori: dalle distese di terra gialla e rossa, ai toni più scuri di quelle che sembrano distese a perdita d’occhio di paesaggi marziani.

cavalli islandesi

Tutto è avvolto da una luce insolita, eterea e luminosissima; del resto nel mese di agosto il sole sorge alle 4 per calare intorno alle 23…non è mai veramente buio.

La flora e la fauna sono una vero spettacolo e la pluralità di specie e forme di vita che si incontra è davvero strabiliante: la volpe polare, il visone, il “cavallo islandese”, la pulcinella di mare nota anche come Puffin – l’uccello eletto emblema dell’isola – sono solo alcuni dei capolavori di madre natura che qui è possibile ammirare.

L’Islanda è un Paese, forse l’ultimo rimasto, nel quale l’uomo ancora si trova a dover lottare contro le forze della natura; è lei qui a dettare le sue regole e a cadenzare i ritmi della vita.

Arriviamo all’aeroporto di Reykjavik, la capitale, il cui nome deriva da un idioma scozzese e significa “Baia del Fumo” in onore ai vapori delle sue sorgenti termali, e alla quale dedichiamo i due giorni seguenti.

La capitale più settentrionale del mondo è una città molto dinamica ed energica e rispecchia lo spirito della gente che la abita; ospita un’intensa attività culturale pur non essendo dotata di un gran numero di monumenti.

È una città alla moda, eclettica, che ha fatto dell’ecosostenibilità uno dei sui principi fondamentali; è un luogo dove si combinano perfettamente due energie: la modernità di una società protesa al futuro e una natura incontaminata, vera e indiscussa protagonista.

Il centro storico di Reykjavik è un accostamento di antico e moderno; qui tutto ruota attorno a Aðalstræti, la strada più antica della città dove si trovano numerosissime gallerie d’arte, hotel, negozi e caffetterie.

Uno degli incontri più singolari è stato quello con la celeberrima Statua del Lavoratore Ignoto: ritrae un uomo in abito che porta con se una valigetta e nasconde il capo e le spalle in un’ enorme placca di pietra scolpita.

vikLasciata Reykjavik si apre il vero viaggio di scoperta a bordo di una jeep 4×4 lungo la strada statale 1 Ring Road, l’unica vera strada del Paese, che si snoda lungo tutto il perimetro dell’isola.

Da questa prendono il via tutte le altre strade che deviano verso il selvaggio e solitario entroterra islandese.

La tipologia del terreno è incostante – sabbia vulcanica, tundra, rocce – e la nostra jeep 4×4 si rivela il mezzo più adatto e sicuro per scoprire l’isola.

Il nostro tour intorno all’isola ci porta a coprire grandi distanze – nelle due settimane di permanenza abbiamo percorso oltre 2500 km – ma l’aver pianificato accuratamente il nostro itinerario ci ha permesso di ottimizzare tutti gli spostamenti, combinandoli tra loro, per evitare viaggi troppo lunghi e stancanti.

I luoghi che abbiamo avuto il privilegio di visitare, come già accennato, sono stati davvero tanti; per non tediarvi con lunghe elencazioni, che certo non renderebbero giustizia alla meraviglia che questi luoghi rappresentano…e per lasciare anche a voi il piacere e la sorpresa della scoperta, ve ne segnaliamo solo alcuni, per noi i più entusiasmanti e dei quali conserviamo ancora un ricordo davvero emozionante…

..e che siamo per voi lo spunto per programmare un viaggio in questa terra assolutamente meravigliosa e di rara bellezza, una bellezza alla quale non si riesce ad abituarsi e che ogni volta è capace di stupire ed emozionare.

 

Tour del Golden Circle: Þingvellir , cascate di Gullfoss e Geysir

Þingvellir, sede dell’omonimo parco nazionale, dichiarato dall’UNESCO Patrimonio dell’umanità, è il luogo in cui nacque il primo parlamento islandese e del mondo: fu fondato, infatti, durante il solstizio d’estate dell’anno 930 proprio a qui – a 40 km circa dalla capitale – luogo in cui si trova fra l’altro la faglia che divide Europa e America e dove si vede l’impressionante spaccatura fra i due continenti.

Da allora ogni anno un gruppo di capi vichinghi si riuniva per emanare leggi, amministrare la giustizia, decidere di questioni di interesse comune e recitare la legge – scritta su pietra a caratteri runici – alla popolazione radunata.
tiingvellirLe cascate di Gullfoss (dall’islandese: gull “dorato” e foss “cascata” così chiamate per i colori e i giochi di luce dell’arcobaleno che si forma nelle giornate più soleggiate) hanno una portata davvero notevole e, con una caduta di oltre 30 metri, si riversano in un canyon di roccia vulcanica.

Lo spettacolo è davvero stupefacente e si può decidere di vederlo da vicino grazie ad una rete di sentieri.

Geysir, tappa imperdibile, è la zona geotermale che ha dato il nome al fenomeno per cui l’Islanda è nota in tutto il mondo: i gayser.

Lo stesso termine gayser deriva da Geysir che in islandese significa “soffio” .

Fra i gayser attivi è certamente il più teatrale: i flutti di acqua bollente arrivano infatti a raggiungere i 60 metri (nel 2000 si registrarono flutti cha addirittura raggiunsero i 120 metri di altezza).

 

Regione Landmannalaugar

jokulsarlonLa regione, la più vasta zona geotermica d’Islanda, è uno spettacolo davvero unico: le montagne di riolite – una roccia primordiale di origine vulcanica – hanno colorazioni che virano dal rosso al bruno. Si tratta della zona più selvaggia d’Islanda composta da una vallata ricca di singolari formazioni rocciose, gole, fiumi glaciali, fumarole e sorgenti termali.

La zona costituisce il punto di partenza per molti percorsi di trekking- considerati tra i più belli al mondo – alla scoperta di alcuni celebri vulcani come il Ljotipollur, del quale abbiamo potuto ammirare la zona del cratere rosso – colorazione da imputare all’alta concentrazione di ferro – all’interno del quale si trova il bellissimo lago vulcanico di un colore azzurro intenso.

In questa zona abbiamo raggiunto anche Jökulsárlón, il più grande lago glaciale d’Islanda nel quale galleggiano numerosissimi iceberg.

 

Sua maestà il Ghiacciaio Vatnajökull

Con i suoi 8.100 km² di superficie e uno spessore che in alcuni punti raggiunge un chilometro il Vatnajökull è per dimensioni la terza calotta glaciale al mondo, dopo quelle dell’Antartide e della Groenlandia.

Sotto vi sono due vulcani attivi (il Grimsvotn e l’Oræfi) che danno origine a quelle che vengono chiamate esplosioni glaciali (jokulhlaup nella lingua locale) che provocano ogni volta vere distruzioni all’ambiente circostante.

Nell’ultimo secolo il ghiaccio si è ritirato moltissimo e vi sono punti dove dei paletti indicano dove si trovava il ghiaccio 20, 50 o 100 anni fa.

L’attività dei vulcani sotto il ghiaccio ha dato origine a suggestive grotte di ghiaccio, formazioni naturali uniche nel loro genere, in parte visitabili meglio se accompagnati da una guida poiché potrebbe comunque trattarsi di un’impresa difficoltosa e non priva di rischi.

 

Askja vulcano incantato

Islanda cratere monte AskjaLa zona, deserta ed inospitale, è una delle più remote del Paese; è raggiungibile dopo un difficoltoso tratto di strada sterrata, campi lavici e guadi.

Ciò che però si spalanca di fronte ai nostri occhi è qualcosa che davvero non ci era mai capitato di vedere: il complesso vulcanico, che sorge nel mezzo di uno sconvolgente deserto lunare senza alcuna vegetazione, ha una mole impressionante (45 km²).

Un sentiero conduce alla caldera dove si trova il lago Öskjuvatn, creatosi in seguito all’eruzione del 1875 e profondo 220 metri.

Restiamo senza parole pensando alle forze della natura che hanno generato una cosa simile.

 

Husavik

Cittadina affacciata sulla baia di Skjálfandi caratterizzata da piccole casette dai colori accesi, è il punto più settentrionale dell’isola, luogo ideale per osservare il sole di mezzanotte, vedere le scogliere popolate da numerosissime pulcinelle di mare e eletta “capitale mondiale del whale watching”.

Le uscite in barca permettono sempre di fare avvistamenti di varie specie di balene – dalle comuni balenottere, ai capodogli, dalle megattere alle balenottere azzurre – poiché il loro transito in quest’area avviene con altissima frequenza.

È usuale ammirale mentre compiono acrobazie impressionanti fuori dall’acqua.

husavik auroraMa quello che davvero non scorderemo mai è stato vedere il sole di mezzanotte fenomeno reso possibile dal fatto che nel periodo estivo, da maggio ad agosto, le ore di luce sono 24.

Lo spettacolo del sole di mezzanotte è qualcosa di unico e incomparabile, i raggi del sole modellano ed accentuano forme e colori.

La luce assume un’intensità tale da donare all’ambiente circostante un’aura misteriosa, quasi mistica percepibile solo a queste latitudini.

 

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Vedi altre foto dall’islanda

Per approfondire…guide turistiche, libri e film

guida_islanda

Islanda (Guide EDT/Lonely Planet)

 

 

 

 

 

 

 

 

viaggio_al_centro_della_terra

VIAGGIO AL CENTRO DELLA TERRA, di Jules Verne (Einaudi tascabili. Classici)

Romanzo fantastico scritto nel 1864, ma ancora molto attuale.

Verne, precursore della fantascienza, offre in questo libro splendide descrizioni di Reykjavík e dello Snæfellsjökull, il vulcano di ghiaccio che costituiva l’ingresso al centro della Terra.

 

 

 

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Into the Wild – Nelle Terre Selvagge

USA 2007, un film di Sean Penn.

Basato sul romanzo di Jon Krakauer Nelle terre estreme, in cui viene raccontata la storia vera di Christopher McCandless, che subito dopo aver conseguito la laurea si separa dalla famiglia e intraprende un lungo viaggio di due anni attraverso gli Stati Uniti, fino a raggiungere le terre sconfinate dell’Alaska.

Film sul rapporto tra l’uomo e la natura selvaggia.

Cast: Emile Hirsch, Marcia Gay Harden, William Hurt, Jena Malone, Brian Dierker, Catherine Keener, Vince Vaughn, Kristen Stewart, Hal Holbrook, Jim Gallien, James O’Neill, Malinda McCollum, Paul Knauls, Zach Galifianakis, Thure Lindhardt, Craig Mutsch, Signe Egholm Olsen.

 

 

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