Nord, inverno, natura e poca folla: la ricetta della felicità.

L'Islanda imbiancata

L’Islanda imbiancata vista dal satellite

Guardo le immagini e cerco analogie, come quando cerchiamo forme note nelle nuvole.

L’Islanda è lì, persa nell’Atlantico, a metà strada tra Europa continentale e America, ma non mi ricorda nulla, forse una medusa, ma solo mettendo la cartina a gambe all’aria. Questo suo essere graficamente inclassificabile la rende affascinante, insieme alla lista di fatti che la rete dice di lei e a ciò in cui io mi sono imbattuta: terra vichinga, terra degli estremi (eruzioni vulcaniche e il ghiacciaio più esteso d’Europa), possibilità di avvistamento di balene, acque termali a ogni passo, laguna degli iceberg con foche, variopinti volatili (puffin o pulcinella di mare), patria di Bjork e degli Of monsters and men, ambientazione della trilogia di Jón Kalman Stefánsson, una superficie pari a quella dell’Italia settentrionale con la popolazione della sola Provincia di Bergamo.

Allora ho deciso di partire aFebbraio: Nord, inverno, natura e poca folla: la ricetta della felicità. I più mi hanno dato della folle, ma ho sentito dire che sei sano solo una volta uscito di senno, quindi la direzione sembrava quella giusta.

La vista dalla cascata Seljalandsfoss

La vista dalla cascata Seljalandsfoss

Avevo una settimana a disposizione, volevo partire da sola, ma non necessariamente viaggiare da sola e, soprattutto, volevo che quei sette giorni fossero spesi a vivere quel luogo, rompendo la pellicola di superficie dell’estraneità per arrivare dritta alla sostanza- come stessi mangiando una crème brûlée- e senza preoccupazioni logistiche, per cui ho scelto una soluzione di viaggio in gruppo.

A quel punto ero pronta per mettere le basi per capire dove stavo effettivamente andando perché Walter Mitty è stato un personaggio coraggioso, ma io volevo sopravvivere al freddo del Nord per poterlo eventualmente anche raccontare. L’esperienza diretta, poi, ha insegnato molto di più.

Nel periodo invernale le aree interne dell’isola sono pressoché irraggiungibili e anche la Ring Road, unica Strada-con-la-S-maiuscola che corre intorno all’isola stessa, può essere interrotta per alcuni tratti, per cui la soluzione più saggia è quella di concentrarsi sulla costa meridionale lasciando al periodo estivo (per noi, meno per loro) esplorazioni più ampie;

La vista della costa meridionale dalla località di Gerdi

La vista della costa meridionale dalla località di Gerdi

a Febbraio le giornate sono lunghe (almeno quanto le nostre) per godersi il girovagare, ma al contempo la massima oscurità cade a cavallo della mezzanotte, con maggiori probabilità di godersi l’aurora boreale che, sappiatelo, è qualcosa che nessuna previsione riuscirà mai a garantirvi di vedere;

il meteo islandese è una variabile incalcolabile, tutto quanto si deve sapere è che la costa meridionale risente maggiormente dell’influsso benefico della corrente del Golfo per cui non è un imperversare continuo di maltempo, tuttavia le uniche certezze sono il vento, l’alternarsi di sole (con temperature che anche a Febbraio possono raggiungere i 10°C) e neve (non tanto lento calare di fiocchi, ma principalmente allegro turbinio che magari deposita il bianco sul fianco della montagna e meno sulla strada); siamo nel circolo polare artico, ma non abbiamo temperature polari, certo il vento richiede un buon abbigliamento tecnico, soprattutto se vuoi attendere l’aurora boreale in una limpida notte di cielo stellato, ma si tratta solo di partire equipaggiati;

la natura non si offre, principalmente si impone e se i meccanismi della terra (la deriva dei continenti, la dorsale oceanica e gli hot spots) ti affascino, qui puoi trovare pane per i tuoi denti;

L'oceano a Vik

L’oceano a Vik

sterna e puffin sono uccelli migratori che d’inverno sono su lidi più miti, ma non mancano foche, renne e cavalli, mentre per le balene si deve attendere l’estate ed andare verso Nord;

una settimana è un periodo adeguato per farsi un’infarinatura e capire, per esempio, che un luogo in momenti diversi della giornata o in condizioni meteo opposte non è più lo stesso luogo, per cui se l’Islanda ti prende al lazzo, non esisterà un intervallo di tempo sufficientemente ampio per visitarla e, come minimo, ci vorrai tornare.

Il dove andare in questa terra diventa quasi secondario, quel che conta è essere pronti:

Microsculture di ghiaccio sulla spiaggia vicino a Jökulsárlón

Microsculture di ghiaccio sulla spiaggia vicino a Jökulsárlón

a) a lasciare che sia il meteo a dettare i programmi;

b) a sopportare il vento;

c) a spartire con altre comitive di turisti i siti più noti, potendo scegliere poi in una vastità di maggiore isolamento;

d) a sentirsi infinitamente piccoli;

e) a cercare di capire un popolo che parla una lingua antica, vive senza esercito, non conosce il furto e ha chiaro il significato del legame tra gli uomini quando l’ambiente li sfida.

Dicevo che dove si va diventa quasi secondario, ma è altrettanto vero che un punto di partenza ci deve pur essere, allora proviamo a definire un itinerario di massima lungo la costa sud, giusto per avere qualcosa rispetto a cui deviare piuttosto che una lista dei must have.

Qui la visione d’insieme, poi vedremo di scendere nei dettagli. Nell’attesa potete sbirciare impressioni e consigli di chi in Islanda c’è stato in passato, d’estate e in autonomia.

Laura Alice&ilGatto Antoniolli

Uff. Stampa
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