Il bon ton del viaggiatore, regola prima: non applaudire all’atterraggio.

101_voli_viaggi_vacanze_racconti_di_viaggioSiete anche voi tra quelli che ogni volta che volano, che sia un charter, un low cost o di linea operato da una compagnia primaria, al momento dell’atterraggio incrociate le dita e pregate ogni divinità conosciuta che… non scatti l’applauso?

Io appartengo sicuramente a questa parte di viaggiatori, non tanto per snobismo (confesso comunque un leggero imbarazzo quando parte l’ovazione) ma anche e sopratutto per coerenza.

Cosa spinge un passeggero a questo gesto così curioso? Leggendo un articolo dedicato al discorso che stiamo affrontando, scopro che la maggior parte degli intervistati dice che è un gesto di “ringraziamento”. Scorrendo le motivazioni trovo che chi lo fa è per stemperare la tensione o anche solo perchè si è contagiati dal vicino di posto e poi, non dimentichiamoci gli scaramantici. Tra le risposte più curiose invece leggo “italiani, sempre teatrali ed eccessivi”, altri invece dicono che sia un segno folkloristico e alcuni pensano sia una “vecchia usanza, quando si riteneva pericoloso volare”.

Gli applausi sono più frequenti sui voli per le vacanze, perché spesso ci sono bambini e persone che volano poco per i quali è un modo leggero e divertente per concludere il volo. Sui voli “business” invece la gente è subito attaccata al cellulare e non saluta nemmeno il personale di bordo!

103_voli_viaggi_vacanze_racconti_di_viaggioSi dice che il margine di sicurezza si aggiri intorno ai dieci secondi: se dopo questo lasso di tempo non scatta l’applauso, ci sono buone speranze che non scatti affatto a meno che… non sia presente il coraggioso, l’eroico passeggero che timidamente ma con ferma intenzione inizierà a battere le mani e a quel punto è certo che il resto della folla lo seguirà.

Bene, io avrei una richiesta nei confronti di tutti coloro che non resistono all’impeto di applaudire… Non fatelo!

Non tanto perchè non è richiesto, ma soprattutto perché è concettualmente sbagliato. In teoria un applauso si riserva a chi ha svolto il proprio compito dimostrando particolare bravura; in questa prospettiva avrebbe senso applaudire un pilota che effettua un atterraggio d’emergenza salvando le vite dei passeggeri che trasporta. Ma un pilota che arriva all’aeroporto di destinazione senza sbavature ha soltanto svolto il proprio lavoro.

Quindi, se si sente la necessità di battere le mani all’atterraggio, quantomeno si dovrebbe avere la premura di fare lo stesso con chiunque svolga il proprio mestiere in maniera ordinaria: il taxista che ci ha accompagnati all’aeroporto… l’addetto all’incellophanatura del nostro bagaglio… l’impiegato al chek in… il barista che ci ha servito il caffè… potrei continuare sino alla noia, di questo passo!

102_voli_viaggi_vacanze_racconti_di_viaggioÈ una questione di coerenza, non trovate?

Qualcuno potrebbe obiettare che un pilota che atterra in maniera corretta “salva” la vita dei propri passeggeri.

Non è del tutto sbagliato ma… l’applauso al chirurgo, all’avvocato, al commercialista non lo facciamo, allora?

E sempre parlando di coerenza… perchè non dimostrare l’apprezzamento per l’operato del pilota e dell’equipaggio rispettandone le indicazioni?

Una su tutte, non alzarsi in piedi prima del segnale anche per non danneggiare sè stessi e gli altri passeggeri, che spesso si ritrovano gomiti in testa o pance in piena faccia. Non accalcarsi a tutti i costi lungo il corridoio in equilibrio precario con il bagaglio a mano che incombe sulla testa di chi vi precede oppure, in attesa dell’uscita dall’aeromobile, non sedersi sul bracciolo di chi è rimasto ordinatamente al proprio posto per non togliere altro spazio a chi è già compresso come alici in barattolo.

104_voli_viaggi_vacanze_racconti_di_viaggioO ancora, lasciando in condizioni ordinate il proprio posto, anzichè simile ad una zona giochi per bambini iperattivi, in cui regnano involucri di merendine e briciole, giornali spiegazzati, coperte calpestate, salviettine detergenti appallottolate.

E giunti finalmente all’uscita, se proprio si sentisse ancora l’esigenza di esprimere fisicamente la propria gratitudine al pilota… un saluto cordiale e una stretta di mano sono certa sarebbero bene accetti!

Manuela Lamanu Manzotti

 

Uff. Stampa
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