Incanto sottomarino

L’Egitto è una terra il cui passato affonda le radici oltre 3 millenni prima della nascita di Cristo; offre scenari suggestivi e misteriosi che custodiscono le importanti testimonianze archeologiche dei numerosi popoli antichi – Assiri, Persiani, Greci, Romani, Bizantini, Arabi, Turchi, Francesi e Inglesi – che hanno attraversato e abitato queste aride terre desertiche fino a plasmarne e forgiarne l’aspetto.

E’ qui che ha avuto origine la più misteriosa tra le civiltà antiche, la civiltà egizia, che da sempre esercita su turisti e studiosi un enorme fascino, e che da sempre è protagonista di leggende, libri, racconti e film colossal.

La nostra scelta cade su Hurghada – chiamata dagli egiziani “Al Ghardagah” o “Ghurdagah” – città dall’atmosfera esotica, famosa per la sua particolare e splendida barriera corallina – che trovandosi ad un discreta distanza dalla costa, concede spazi immensi per le immersioni – e che deve la sua fama mondiale alla ricchezza dei suoi fondali, veri e propri paradisi sottomarini molto noti e apprezzati dai subacquei.

Hurgada fondali pesciGià in epoca faraonica, Hurghada era molto ammirata per la bellezza delle sue coste candide, il mare limpido e cristallino e le spiagge, un ambiente in cui si fondono armoniosamente oggi come allora tutte le declinazioni di colori che vanno dal dorato al turchese.

Hurghada, oggi centro di importanza internazionale per gli sport acquatici e le immersioni, fino agli anni Ottanta era soltanto un piccolo villaggio di pescatori ed erano pochi i turisti che erano a conoscenza delle bellezze delle acque del Mar Rosso.

La politica messa in atto dal Presidente Sadat – in concomitanza con la riapertura delle frontiere e soprattutto con le restituzione del Sinai all’Egitto nel 1982 – ha dato un forte impulso al turismo e all’economia: le sovvenzioni da parte di investitori stranieri hanno reso possibile la realizzazione di numerosi hotel e villaggi turistici e da allora ogni anno sempre più visitatori usano trascorrere le vacanze in questo angolo di mondo fatto di contrasti tra la ricchezza dei fondali e la siccità desertica, tra un passato millenario e le nuove tecnologie.

Non c’è resort a Hurghada che non sia dotato di un Diving Center.

Il nostro non fa eccezione e qui ci siamo lasciati prendere per mano e accompagnare nel mondo sommerso da Massimo e Paola, due guide sub che da anni si immergono in queste acque ormai divenute la loro seconda casa!

La città di Hurghada ha davanti a se un arcipelago di isolotti che offre una varietà così ampia di siti per le immersioni tale da soddisfare sia l’esperto subacqueo che il neo-brevettato.

Di norma le uscite giornaliere avvengono a bordo di comode e ampie barche – durante il viaggio è possibile imbattersi in gruppi di delfini che si divertono a saltare attorno alla barca come volessero salutarci – e il tempo di navigazione per raggiungere i punti di immersione varia da 30 minuti a un’ora e 30 minuti.

Hurghada fondaleL’immersione nota come “L’Acquario” è adatta a tutti poiché avviene in acque poco profonde; è comunque un’esperienza indimenticabile in quanto il reef è completamente ricoperto di coralli e su di esso nuotano pesci tropicali di ogni colore e forma, per nulla intimoriti dalla presenza dell’uomo.

Il Parco Nazionale Isola di Giftun, invece, dichiarato parco marino nel 1955, è costituito da alcune isole completamente deserte e ospita 800 specie marine e oltre 200 specie di coralli; l’escursione più avvincente è sicuramente quella denominata Gorgonia Reef.

Si tratta di un must per gli amanti del mare e delle immersioni, che giungono sino a qui da ogni parte del mondo per ammirare lo spettacolo della natura che qui raggiunge la sua apoteosi.

Qui, a circa 35 metri di profondità, si possono ammirare meravigliose sequenze di gorgonie che, unendosi tra loro, danno luogo a formazioni dalle dimensioni veramente notevoli e, essendo molto fitte, danno l’impressione di trovarsi in una vera e propria selva sotto il livello dell’acqua.

Avendo un po’ di fortuna è possibile, inoltre, scorgere il pesce pelagico che in questa zona passa per cacciare e nutrirsi di pesci di barriera.

L’immersione più amata dai subacquei, chiamata Careless Reef, è famosa perché offre la possibilità di incontrare le murene giganti ma anche meravigliosi esemplari di alcionari multicolori e glassfish o ancora ammirare gli splendidi giardini di coralli o quelli di ombrellifere.

Questo tratto di mare, inoltre, è ricchissimo di relitti – molti dei quali risalgono alla Seconda Guerra Mondiale – e nuotare fra essi è forse ciò che da sempre affascina di più gli amanti della subacquea anche perché permette di fare un salto nel passato e nella storia.

Hurghada colonne tempioNel tratto del reef di Abu Nuhas si trovano, infatti, i resti del Carnatic (affondato nel 1869), del Giannis Danae (affondato nel 1983), del Chrysaula (affondato nel 1981), ma il più impressionante resta il Thistlegorm.

Con i suoi 126 metri di lunghezza, si trova ad una profondità di 30 metri in perfetto assetto di navigazione; presenta la prua integra mentre a mano a mano che si procede nell’esplorazione è possibile notare i danni alle stive provocati da una bomba.

Il carico – automezzi, moto, camion e munizioni – che era destinato alla truppe Inglesi in Africa non giunse mai a destinazione e giace tutt’ora sul fondale del Mar Rosso dalla notte del 6 ottobre 1941; attorno ad esso si è sviluppata una straordinaria quantità di forme di vita e qui hanno preso dimora una miriade di pesci.

Dopo le emozioni vissute insieme a Massimo e Paola, lasciamo da parte pinne, bombole e boccaglio e andiamo alla scoperta della città di Hurghada.

La città è talmente estesa che si divide in tre parti: El Dahar o città vecchia è la parte più caratteristica con le strette viuzze, i bazar e le botteghe di antiquariato dove è possibile trovare tantissimi prodotti, dai manufatti in terracotta, ai gioielli realizzati con pietre dure, dalle tuniche ricamate alle spezie; qui come da usanza locale, i prezzi migliori si spuntano dopo una paziente contrattazione.

Sakala, invece, è la parte più turistica e animata: è attraversata da un lungo viale sul quale si affacciano hotel, negozi, ristornati e caffè.

Village Road, infine, è un lungomare di circa 6 kilometri dove sono collocati la maggior parte dei resort.

Hurghada è una città sempre in movimento e anche di notte sono molti i locali – moderni e alla moda o in stile arabeggiante – dove poter cenare o ascoltare musica.

Il nostro viaggio a Hurghada ha avuto, ovviamente, come scopo principale quello di esplorare le bellezze sottomarine, ma abbiamo comunque sperimentato altre piacevolissime attività.

Imperdibile ad esempio è un escursione in jeep nel deserto alla volta di un villaggio beduino.

Hurghada resti tempioMentre nel deserto scendeva il tramonto ci è stata servita una cena preparata al barbeque; l’atmosfera è molto suggestiva – i tavoli sono quelli bassi in tipico stile beduino – e vivacizzata da uno spettacolo folkloristico messo in scena per noi.

Sulla via del ritorno in hotel, ormai a notte fonda, abbiamo potuto ammirare il firmamento del deserto in tutto il suo fascino.

Altra scoperta è stata la visita al villaggio di Shalateen famoso per il suo grande mercato di cammelli o ancora la visita ai monasteri copti di Sant’Antonio e San Paolo, mete ancora poco frequentate e luoghi di grande interesse religioso e culturale.

A bordo di Sinbad, l’unico sottomarino del Nord Africa, abbiamo poi potuto ammirare, a 20 metri di profondità, i fondali e i pesci del Mar Rosso…è stata un’esperienza speciale ed entusiasmante anche per due nuotatori provetti come noi!

L’Egitto, con le sue mille sfaccettature, riserva sempre sorprese e incanti al viaggiatore.

Questo “paese delle meraviglie”, terra antica e culla di una civiltà sorprendente come quella egizia, ci ha regalato un vero viaggio di scoperta tra terra e mare.

 

camera-verde  foto dai fondali di Hurgada in mar rosso

Per approfondire…guide turistiche, libri e film

guida_egitto4

Egitto (Guide EDT/Lonely Planet)

 

 

 

 

 

 

 

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C’ERA UNA VOLTA, di Agatha Christie (Oscar scrittori moderni)

Opera particolare nella produzione della scrittrice: non è ambientato, come di consueto, negli anni contemporanei della Christie, ma nel 2000 a.C. a Tebe.

La Christie dà prova di tutta la sua conoscenza di archeologia e della cultura egizia, cultura che aveva assimilato e affiniato a seguito dei viaggi compiuti insieme al l marito, il celebre archeologo Max Mallowan.

 

 

 

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Il Paziente Inglese

USA 1996, un film di Anthony Minghella.

Cast: Ralph Fiennes, Juliette Binoche, Willem Dafoe, Naveen Andrews, Kristin Scott Thomas, Colin Firth, Julian Wadham, Jürgen Prochnow, Kevin Whately,Clive Merrison, Hichem Rostom, Peter Rühring, Geordie Johnson, Torri Higginson, Nino Castelnuovo.

Uno dei film più premiati della storia del cinema con 9 premi Oscar, un vero e proprio kolossal – tratto dall’omonimo romanzo di Michael Ondaatje – a renderlo un capolavoro è l’abilità del regista di fondere pathos, l’esotismo delle scenografie e la spettacolarità del genere bellico.

 

 

Uff. Stampa
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