Tanzania – Parco Nazionale del Lago Manyara

Elefanti Tanzania safariAlla scoperta dell’immensità del Continente Nero quando si dice safari si pensa subito a Paesi come il Kenya, la Namibia o il Malawi.

Ma la Tanzania per noi è stata davvero una rivelazione: concede tutto ciò che di speciale ha l’Africa, entrando nel animo dei viaggiatori con i suoi folclori, la sua cultura e la sua splendida natura.

I suoi parchi sono i più famosi al mondo (in Tanzania si trovano ben 14 parchi nazionali, 3 parchi marini e diverse riserve naturali): a nord sorge il grandioso cratere di Ngorongoro, parte di un vasto ecosistema che racchiude i laghi Manyara, Eyasi e il Natron, lago salino le cui acque hanno una colorazione di un rosso intenso e profondo con striature bianche dovute all’accumulo di sodio.

E poi ancora il celebre Serengeti National Park, che il lingua maasai significa “pianura sconfinata”, dove si trova la maggior concentrazione di erbivori al mondo: 200 mila zebre, 250 mila gazzelle e un milione di gnu quotidianamente impegnati nella lotta per la sopravvivenza perché prede di leoni, ghepardi, leopardi e iene.

Non lontano da qui si trova anche il Tarangire National Park… ma tutti di questi gioielli della natura vi racconteremo nei prossimi resoconti di viaggio, ora i riflettori sono puntati sul Parco Nazionale del Lago Manyara che, piccola curiosità, deve il suo nome alla parola maasai “emanyara”, una specie di euforbia arborea impiegata da queste tribù per la costruzione di recinzioni.

Il modo migliore per scoprirlo è sedersi su una jeep 4×4 e partire per un safari!

Dopo l’arrivo all’aeroporto internazionale Kilimanjaro di Arusha, il disbrigo delle formalità doganali e il ritiro dei nostri bagagli – cose che richiedono sempre un po’ di tempo e pazienza – incontriamo David che per i giorni seguenti sarà la nostra guida.

Fatte le presentazioni partiamo subito in direzione del Lake Manyara Serena Safari Lodge… la struttura è situata sull’orlo della parete occidentale della fossa tettonica con una magnifica vista sul lago Manyara e sulla Rift Valley.

Tanzania safariGli alloggi e le aree comuni si trovano all’interno di piccole casette di forma circolare realizzate in paglia, come vuole la tradizione architettonica locale.

La vera “chicca” è la piscina a sfioro, un posto incantevole dove rilassarsi la sera al rientro dalle escursioni nella savana e godersi lo spettacolo della Rift Valley, la culla del genere umano e casa del popolo dei Maasai dai caratteristici mantelli colorati.

Cena e colazione a buffet sono state davvero sempre ottime e ci hanno permesso di assaggiare alcuni piatti locali come l’ugali, il piatto nazionale, una polenta di mais da accompagnare con varie salse e servita con carne, la crema di cocco e le samosas, dei gustosi fagottini fritti ripieni di carne.

Shop Tanzania safariNel negozietto di souvenir abbiamo trovato manufatti molto particolari di artigianato locale: dalle tradizionali maschere di ebano ai batik, dagli oggetti in pietra saponaria ai gioielli in pietra dura.

Ciò che più ha catturato la nostra attenzione però sono stati i coloratissimi dipinti su masonite in stile Tinga-tinga: i disegni sono realizzati attraverso la sovrapposizione di strati di vernice smaltata (che dona al disegno contorni netti e una grande lucidità) e ritraggono quasi sempre animali e paesaggi africani.

Questo genere deve il suo nome all’artista Edward Said Tingatinga che creò i primi dipinti negli anni Sessanta; si dice che questo stile sia stato di grande ispirazione per Keith Hearing , famoso esponente della Street Art americana.

Oggi alcuni Tinga-tinga sono veri oggetto di culto per collezionisti e appassionati e vengono battuti all’asta da Sotheby’s.

… gli originali sono ovviamente inavvicinabili, ma acquistiamo comunque un piccolo dipinto in stile… un bel ricordo che abbiamo voluto portare con noi, al quale abbiamo riservato un posto d’onore in salotto e che ci rammenta ogni giorno le atmosfere vissute in Africa.

Safari… Wilde Life – Il termine “safari” deriva da un’espressione nella lingua indigena swahili che significa “viaggio”.

Safari significa fare un tuffo in un’altra dimensione, alla scoperta di specie animali e abitudini di vita in perfetto equilibrio con i ritmi della natura africana… infiniti paesaggi, sfilate di elefanti, leoni e antilopi, laghi straordinari ci hanno regalato centinaia di opportunità di shooting fotografici.

Per poter comprendere a fondo l’Africa – ci spiega David durante gli spostamenti in jeep – bisogna spogliarsi delle nostre attitudini occidentali, spalancare occhi, orecchie e soprattutto il cuore in modo da cogliere odori, suoni, ritmi e sensazioni nuove; l’Africa infatti è il luogo che più di ogni altro al mondo ha il potere di accendere i sensi e stimolare emozioni ancestrali che restano spesso sopite dentro di noi per esplodere improvvisamente al cospetto di una terra così bella e impenetrabile.

La nostra esperienza è stata a dir poco indimenticabile: la Tanzania è una delle nazioni africane più incontaminate e splendide, che offre una natura dalla bellezza disarmante i cui padroni indiscussi sono gli animali.

Giraffa Tanzania safariIl Parco Nazionale del Lago Manyara è formato da una lingua di terra (lunga 50 km e larga all’incirca 7) all’interno della quale si trova il lago omonimo e poco distante da qui sorge il villaggio Maasai di Mto Wa Mbu (in swahili “fiume delle zanzare”) e si distende la strada che conduce ai famosi parchi di Ngorongoro e del Serengeti.

Il Parco offre l’occasione di fare emozionanti incontri ravvicinati con branchi di elefanti, colonie di babbuini, gnu, zebre, donnole che si rincorrono giocose, impala attenti e guardinghi che brucano, giraffe, ippopotami e leoni, blue monkey (scimmie dal manto blu scuro e dalla lunga coda nera) oltre a numerose varietà di uccelli, tra i quali i delicati e raffinati fenicotteri rosa.

Lo show va in scena ogni anno: la migrazione annuale di milioni di erbivori che si spostano in cerca di cibo è il momento tanto atteso da migliaia di predatori… è lo spettacolo della vita, della lotta alla sopravvivenza fatto di agguati e insidie nelle lunga corsa verso le distese erbose.

Il Parco, visitabile tutto l’anno escluso il periodo delle piogge che va da maggio a giugno, è ricco di vegetazione, in netto contrasto con l’ambiente arido che lo circonda, e fortemente caratterizzato dalla presenza dell’acqua: i torrenti e il fiume Endabash sono vere e proprie oasi di ristoro e riparo per moltissimi animali.

A bordo della jeep 4×4 dotata di tetto apribile e muniti di binocolo abbiamo potuto ammirare al meglio gli animali avvistando anche i famosissimi leoni che hanno in questa zona l’abitudine di arrampicarsi sugli alberi, comportamento che si osserva molto raramente altrove.

Le ore più favorevoli per avvistare gli animali sono l’alba e il tramonto, i due momenti più freschi della giornata; durante le ore più calde e umide del pomeriggio infatti gli animali preferiscono muoversi il meno possibile.

Il Parco Nazionale del Lago Manyara è inoltre l’unico all’interno del quale è ammesso il safari notturno per avvistare gli animali più schivi e discreti e che difficilmente di giorno sarebbe possibile scorgere; è il caso di istrici, genette, bush babies, uccelli notturni ma anche i felini sono molto attivi come predatori nelle ore notturne anche se per avvistarli ci vuole una buona dose di fortuna!

C’è ancora molto da raccontarvi sull’Africa, i suoi parchi e le sue meraviglie… vi diamo appuntamento al prossimo racconto: TO BE CONTINUED…

 

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camera-verde  foto dal lake manyara

 

Per approfondire…guide turistiche e libri

 

guida_tanzania

 

Tanzania (Guide EDT/Lonely Planet)

 

 

 

 

 

 

 

parchi_africani

 

Meravigliosi parchi africani. Ediz. italiana e inglese, di Maitan Gianni e Tramontan Marialuisa (Sassi Editore)

Splendide fotografie corredate da didascalie e mappe vi porteranno alla scoperta dell’Africa e di alcuni dei suoi più spettacolari parchi.

“uno strumento per comprendere la realtà incontaminata del continente africano e la sua magica e eterna bellezza”.

 

 

Uff. Stampa
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