La riserva naturale di Ngorongoro “l’ottava meraviglia del mondo”

Tanzania Safari fenicotteri rosaSalutato il Serengeti con un filo di nostalgia per ciò che lasciamo, ci dirigiamo il giorno seguente verso la riserva naturale di Ngorongoro.

Percorriamo tre ore di strade polverose e finalmente di fronte a noi spicca quella che i naturalisti chiamano “l’ottava meraviglia del mondo”.

Il cratere di Ngorongoro è uno spettacolo che toglie il fiato: si trova a 2200 metri sul livello del mare, misura 16 chilometri di diametro e occupa un’area di circa 265 chilometri quadrati; costituisce la più grande caldera intatta del mondo.

Il suo antenato era un imponente vulcano che, una volta crollato, ha lasciato il posto ad un’enorme e profonda caldera all’interno della quale oggi vive una quantità di animali davvero impressionante (circa 25.000).

Interroghiamo David – la nostra guida – sull’origine del nome Ngorongoro, e lui ci spiega che vi sono pareri diversi in merito: alcuni infatti sostengono derivi dal nome di un masai che viveva in questa zona, altri ritengono che provenga dal nome di un gruppo di valorosi guerrieri sconfitti dai masai in una battaglia combattuta proprio nel cratere oltre un secolo fa.

Tanzania panorana cratere NgorongoroAd ogni modo, la nostra curiosità sul nome decade immediatamente quando cominciamo ad avvistare i primi esemplari di animali, il lago salmastro popolato da fenicotteri rosa e uno splendido rinoceronte nero proprio a pochi metri da noi.

È uno dei momenti più emozionanti perché, come ci spiega la nostra guida, si tratta di un animale molto raro e a rischio estinzione a causa dei bracconieri che per anni hanno praticato una caccia crudele e sconsiderata per procurarsi il loro corno, venduto illegalmente e impiegato per realizzare oggetti come manici di pugnali.

È una giornata particolarmente fortunata per gli avvistamenti – e decisamente propizia dal punto di vista fotografico – e nemmeno noi ci aspettavamo tanta fortuna, lo stesso David è al settimo cielo perché anche per lui è motivo di orgoglio il fatto di essere riuscito nell’impresa di mostrare a noi turisti tutti i Big Five; davanti a noi si presentano meraviglie che non sempre si riesce ad osservare nel corso di una safari, come uno splendido ed elegante ghepardo che riusciamo a scorgere mentre sopra un albero è impegnato a consumare il suo pasto… una bella fatica trasportare fin lassù una preda pesante come un impala!

 

Il cratere di Ngorongoro: uno zoo a cielo aperto

Tanzania riserva di NgorongoroNel 1978 l’intera area è stata dichiarata Patrimonio del Mondo e, solo tre anni più tardi, International Biosphere Reserve.
Non è del tutto esatto definire Ngorongoro come un parco nazionale, si tratta infatti più precisamente di un’area di conservazione e difesa.

Questo risponde alla volontà di salvaguardare l’ecosistema, ma anche di mettere in atto un progetto di convivenza tra natura, animali e uomo: i Masai abitano infatti questo luogo e mantengono il diritto di pascolarvi i lori animali.

Tutto avviene in totale armonia e non è inconsueto incontrare alcuni masai durante le escursioni in questo luogo unico al mondo.

Il “pezzo forte” del nostro viaggio è stata chiaramente l’intera giornata che abbiamo dedicato al foto-safari nel cratere.

Come per tutte le altre escursioni la partenza è fissata nelle prime ore del mattino; insieme a David percorriamo – sempre a bordo della jeep 4×4- una strada completamente immersa nella vegetazione, a tratti davvero molto polverosa e scoscesa, che culmina in un tratto incredibilmente panoramico a ridosso della discesa verso il cratere.

Siamo davvero in un’altra dimensione… è come trovarsi sull’Arca di Noè… la quantità di animali che popolano l’area supera di gran lunga le nostre aspettative.

Il lago sembra tinto rosa per l’altissima quantità di fenicotteri che lo popolano e scendendo nel cratere avvistiamo leoni, elefanti, rinoceronti, bufali, iene e molti ungulati.

Giunti sul fondo del cratere, nella bassa pianura, non sappiamo dove puntare la macchina fotografica, c’è solo l’imbarazzo della scelta!

Ci aggiriamo in questo paradiso della natura per l’intera giornata, facendo un break per il pranzo al sacco, e verso sera prendiamo la strada del ritorno, un po’ stanchi ma con i sensi ancora pervasi dalle emozioni che ci ha regalato la visita a questo vero e proprio Giardino dell’Eden.

Prima di partire per la Tanzania, quando ancora io e mia moglie Manuela eravamo presi con i preparativi per il viaggio, ricordo di aver visto in televisione un bellissimo documentario sull’Africa e di essermi chiesto se davvero la natura fosse così padrona di quella terra.

Bhe credetemi niente di quello che immaginate si avvicinerà mail anche solo lontanamente allo splendore che incontrerete nel corso di un safari in Tanzania!

 

camera-verde foto dal cratere Ngorongoro

 

Per approfondire…guide turistiche e libri

 

guida_tanzania

Tanzania (Guide EDT/Lonely Planet)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

terra_rossa

Terra rossa. Viaggio nel cuore della Tanzania, di Petrucci Giampaolo (Editore Cambiaunavirgola)

“I turisti si recano in Africa e guardano senza vedere, intendono senza ascoltare, fotografano senza capire, sfiorano senza toccare.

I protagonisti di questo libro sono invece viaggiatori, ossia persone alla ricerca, amanti dell’incontro e poeti dell’ignoto.

Il viaggiatore non cerca risposte ma si lascia interrogare e suggestionare dalle persone e dalle cose.

In questo viaggio non si cammina sulle strade dell’Africa.

Si cammina sulle strade dell’incontro con l’altro, colto nel suo mistero che si rivela solo all’occhio che sa fermarsi sulla soglia.

In questo viaggio, le persone e le situazioni non sono idealizzate né demonizzate.

Sul filo del racconto le storie, i contesti culturali, le sofferenze sociali, le contraddizioni e le speranze sfilano agli occhi del lettore dentro la loro densità esistenziale”

Dalla prefazione di Jean-Léonard Touadi

 

 

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